Ombrelloni sott’acqua per salvare i coralli: l’esperimento che potrebbe aiutarli contro il caldo estremo

Immaginare un ombrellone sul fondo del mare sembra quasi una scena da cartone animato. Eppure, nelle acque della Florida, un gruppo di ricercatori ha sperimentato qualcosa di molto simile per affrontare uno dei problemi ambientali più delicati degli ultimi anni: lo sbiancamento dei coralli.

L’idea è sorprendentemente semplice: se durante le ondate di calore l’eccessiva esposizione alla luce contribuisce ad aumentare lo stress dei coralli, perché non creare per loro delle vere e proprie zone d’ombra?

È proprio ciò che hanno fatto alcuni ricercatori della Nova Southeastern University e della University of Miami, installando particolari strutture galleggianti sopra alcune colonie di corallo delle Florida Keys. I risultati dello studio sono stati pubblicati il 2 ottobre 2026 sulla rivista scientifica Frontiers in Marine Science. Frontiers

Cosa succede quando un corallo diventa bianco?

Per comprendere perché un semplice telo possa essere utile bisogna prima capire cosa significa realmente sbiancamento dei coralli.

I coralli vivono in simbiosi con minuscole alghe presenti all’interno dei loro tessuti. Questi microorganismi contribuiscono alla loro alimentazione e sono anche responsabili di gran parte dei colori spettacolari che associamo alle barriere coralline.

Quando però l’acqua diventa troppo calda, il corallo entra in una situazione di forte stress e può perdere queste alghe.

Il risultato è immediatamente visibile: il corallo perde colore e appare quasi completamente bianco.

Lo sbiancamento non significa necessariamente che il corallo sia già morto, ma senza i suoi microorganismi simbionti dispone di molta meno energia e diventa più vulnerabile. Se le condizioni estreme continuano troppo a lungo, le possibilità di sopravvivenza possono diminuire drasticamente. Frontiers

L’idea: creare ombra sul fondo del mare

I ricercatori hanno condotto l’esperimento a Newfound Harbor, nelle Lower Florida Keys, una zona particolarmente soggetta alle alte temperature dell’acqua.

Sono state selezionate 40 colonie appartenenti a due specie di corallo cerebriforme, Colpophyllia natans e Pseudodiploria clivosa.

Una parte dei coralli è stata lasciata nelle normali condizioni ambientali, mentre sopra gli altri sono state installate particolari strutture ombreggianti. Frontiers

Più che veri ombrelloni da spiaggia, si tratta di telai realizzati in PVC e dotati di un tessuto utilizzato normalmente in agricoltura per creare zone d’ombra.

Le strutture galleggiavano circa 30 centimetri sopra i coralli ed erano ancorate al fondale.

Il tessuto utilizzato riusciva a ridurre di circa il 60% la quantità di luce che raggiungeva direttamente il corallo. Frontiers

Ed è proprio qui che l’esperimento diventa particolarmente interessante.

Gli ombrelloni non raffreddano il mare

Potrebbe sembrare intuitivo pensare che le strutture servano a mantenere più fresca l’acqua.

In realtà non è così.

Gli “ombrelloni” non sono in grado di abbassare la temperatura dell’oceano.

La loro funzione è differente: ridurre la quantità di luce e di radiazioni ultraviolette che raggiungono direttamente il corallo.

Durante un’ondata di calore, infatti, temperatura elevata e forte irraggiamento possono agire insieme aumentando ulteriormente lo stress subito dai coralli.

Riducendo uno dei due fattori, i ricercatori sperano quindi di offrire alle colonie più vulnerabili una sorta di tregua temporanea. Frontiers

Cosa hanno scoperto i ricercatori?

L’esperimento è stato effettuato durante l’estate del 2024, che nel sito analizzato ha registrato il secondo più alto livello cumulativo di stress termico mai rilevato.

Nonostante le condizioni difficili, i ricercatori hanno osservato che i coralli protetti dalle strutture ombreggianti hanno perso meno colore rispetto a quelli lasciati completamente esposti.

In alcuni casi, dopo l’installazione delle coperture, i coralli hanno anche mostrato un recupero della colorazione. Frontiers

Questo non significa che l’ombra possa “curare” una barriera corallina o far tornare in vita coralli ormai morti.

Lo studio suggerisce piuttosto che una riduzione della luce può contribuire a limitare lo sbiancamento di determinate colonie durante periodi particolarmente critici.

Una sorta di pronto soccorso temporaneo per i coralli più importanti o più vulnerabili.

Perché proprio la Florida?

Le Florida Keys rappresentano uno dei luoghi nei quali gli effetti delle temperature marine elevate sono diventati particolarmente evidenti.

Durante l’estate del 2023, le temperature dell’acqua nell’area hanno raggiunto livelli eccezionali.

Secondo lo studio, nella maggior parte dei siti monitorati delle Florida Keys si è verificato sbiancamento nel 100% dei coralli osservati, anche se la mortalità è variata notevolmente a seconda delle specie e delle località. Frontiers

Proprio quella situazione ha spinto i ricercatori a chiedersi se esistesse un sistema relativamente semplice per proteggere almeno alcune colonie durante future ondate di calore.

Da qui è nata l’idea delle strutture ombreggianti.

Possiamo quindi mettere un ombrellone sopra ogni barriera corallina?

Purtroppo no.

Ed è probabilmente il limite più evidente di questa soluzione.

Le barriere coralline possono estendersi per enormi superfici e sarebbe impossibile coprirle completamente con strutture artificiali.

Gli stessi autori dello studio sottolineano che questa tecnica non rappresenta una soluzione globale al problema dello sbiancamento dei coralli. Frontiers

Potrebbe però diventare uno strumento utile per proteggere temporaneamente:

  • colonie particolarmente rare;
  • coralli geneticamente importanti;
  • esemplari destinati a programmi di riproduzione;
  • aree sottoposte a progetti di ripristino;
  • colonie particolarmente vulnerabili durante ondate di calore eccezionali.

In altre parole, non si tratterebbe di mettere “ombrelloni sull’intero oceano”, ma di scegliere strategicamente quali coralli proteggere nei momenti più difficili.

Una soluzione semplice a un problema estremamente complesso

Uno degli aspetti più affascinanti della ricerca è proprio la semplicità dell’idea.

Quando pensiamo alla ricerca scientifica immaginiamo spesso laboratori futuristici, intelligenza artificiale, satelliti o tecnologie estremamente costose.

In questo caso, invece, la soluzione sperimentale utilizza essenzialmente un telaio, un tessuto ombreggiante e alcuni sistemi di ancoraggio.

Lo stesso studio descrive l’ombreggiamento come una possibilità relativamente economica per ridurre gli effetti dello sbiancamento su coralli considerati prioritari. Frontiers

È però importante non confondere una misura di emergenza con la soluzione definitiva.

La protezione delle barriere coralline passa anche dalla comprensione delle cause che stanno rendendo sempre più frequenti gli episodi di forte stress termico negli oceani.

Gli ombrelloni possono offrire un po’ di sollievo.

Non possono raffreddare il pianeta.

Perché le barriere coralline sono così importanti?

Le barriere coralline non sono soltanto uno degli ambienti più spettacolari del pianeta.

Sono ecosistemi estremamente complessi che ospitano una quantità enorme di forme di vita e rappresentano habitat fondamentali per numerose specie marine.

La loro progressiva perdita può quindi produrre conseguenze che vanno molto oltre la scomparsa dei loro colori.

Studiare nuovi sistemi per proteggerle, anche temporaneamente, significa guadagnare tempo mentre la ricerca cerca soluzioni sempre più efficaci.

Il futuro dei coralli potrebbe passare anche da un po’ d’ombra

L’esperimento delle Florida Keys non offre una soluzione definitiva, ma dimostra qualcosa di interessante: anche un intervento relativamente semplice può avere effetti misurabili quando viene applicato nel momento e nel luogo giusto.

Gli “ombrelloni sott’acqua” potrebbero quindi diventare uno degli strumenti a disposizione di biologi marini e programmi di conservazione per proteggere alcune delle colonie più preziose durante le ondate di calore.

E forse è proprio questo l’aspetto più curioso della ricerca.

Di fronte a un problema gigantesco come il riscaldamento degli oceani, una delle idee per aiutare alcuni coralli è la stessa che utilizziamo noi quando il sole diventa troppo forte:

mettersi semplicemente all’ombra.

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